LogoFondazione 320

La cute prelevata da donatore

La perdita del mantello cutaneo, talora estesa, pone il problema della copertura delle aree ustionate. Di qui la necessità di individuare un materiale temporaneo accettato dall'organismo.

La cute prelevata da donatore - Highlights

  • Titolo:

     

    “Biomateriali, coltura di cheratinociti e metodi di crioconservazione”.

    Anno:

     

    1987/88/89

    Coordinatore:

     

    Dott. Gilberto Magliacani

    Sede:

     

    Centro Grandi Ustionati, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M.Adelaide, Torino.

    Descrizione:

     

    La ricerca si è concentrata sulle potenzialità e sui limiti della cute coltivata per la cura del paziente ustionato. L’indagine è stata svolta su una cinquantina di pazienti, sui quali sono stati utilizzati, per coprire le aree lese, lembi di cute provenienti da colture di cellule proprie (autoinnesti) o cellule altrui (allo innesti), fresche o congelate. Si è dimostrato che la cute coltivata, giunta a maturazione, può essere congelata a -80°C con una particolare tecnica messa a punto dai ricercatori. E’ stato inoltre affrontato il problema della copertura temporanea delle zone lese dall’ustione. La coltivazione di cute richiede almeno una ventina di giorni per essere pronta e quindi trapiantata; in questo lasso di tempo il paziente deve utilizzare delle coperture non definitive. La soluzione è l’utilizzo di cute coltivata proveniente da diversi donatori (allotrapianti) Quando la cute del paziente è pronta si può procedere al trapianto definitivo.

  • Titolo:

     

    “Studio di un protocollo operativo innovativo per il funzionamento di una banca della cute”.

    Anno:

     

    1996

    Coordinatore:

     

    Dott. Maurizio Stella

    Sede:

     

    Centro Grandi Ustionati, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M.Adelaide, Torino.

    Descrizione:

      L’esigenza della istituzione di una banca della cute in grado di fornire al centro grandi ustionati lembi dermoepidermici alloplastici per l’impiego clinico nasce in Italia con un certo ritardo rispetto ad altri paesi per obiettivi limiti legislativi attualmente superati. Le motivazioni scientifiche all’utilizzo dell’alloderma, già note da molti anni, hanno però ritrovato nuova energia nell’evidenza che il trapianto dermoepidermico alloplastico costituisce un essenziale tempo preoperatorio fondamentale per l’attecchimento elevato dei cheratinociti autoplastici coltivati. La scelta della crioconservazione appare obbligata sia per i limiti posti dalla legge nell’utilizzo degli allotrapianti a fresco sia per consentire di raggiungere i migliori standard nella produzione, disponibilità e distribuzione del prodotto. Una questiona molto delicata emersa nel corso di questo studio è stata quella dei controlli di qualità: anche se per legge non vi sono specifiche particolari riguardanti questa problematica nella crioconservazione di cute ci appare essenziale che i controlli siano sempre approfonditi e molteplici, in grado di stabilire con assoluta sicurezza la sterilità e la vitalità dei lembi dermoepidermici crioconservati. Nel corso di questa ricerca si sono sperimentate tre metodiche di congelamento e dai risultati emerge che quella eseguita con passaggi in congelatori a temperature decrescenti è quella che preserva nel modo migliore la vitalità cellulare. Un altro punto importante che deve essere affrontato è quello della disinfezione preoperatoria del donatore. Dal lavoro emerge che un’alta percentuale di lembi analizzati è già inizialmente contaminata da diversi ceppi batterici. Per queste ragioni si sono valutate diverse tecniche di disinfezione del campo operatorio.
  • Titolo:

     

    “Ruolo della citofluorimetria e delle colture cellulari nel controllo di qualità di lembi dermo-epidermici di cute di cadavere da utilizzarsi come trapianto nel paziente gravemente ustionato”.

    Anno:

     

    1997

    Coordinatore:

     

    Dott. Maurizio Stella

    Sede:

     

    Banca della Cute e Centro Grandi Ustionati, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M.Adelaide, Torino.

    Descrizione:

      Per una ottimizzazione del trattamento chirurgico dei grandi ustionati è indispensabile la disponibilità di lembi di cute alloplastica prelevata da cadavere. Come è noto dalla letteratura infatti, dopo che i tessuti devitalizzati sono stati rimossi il più precocemente possibile, è con il trapianto alloplastico di cute che si raggiunge la copertura temporanea di migliore qualità con positivi risvolti sull’evoluzione della malattia dell’ustionato. Inoltre il derma alloplastico costituisce l’ideale fondo per l’attecchimento di autocolture di cheratinociti. Precedenti esperienze hanno permesso di identificare alcuni punti rilevanti delle procedure di congelamento e di avviare a livello sperimentale alcuni protocolli di qualità. Allo stato attuale tuttavia non è stata ancora acquisita esperienza su cute di cadavere, ed appare indispensabile che queste procedure vengano attuate su tali innesti. Inoltre, poiché il controllo di qualità si rivela fondamentale per l’utilizzo clinico routinario dei trapianti crioconservati è stata nostra intenzione approfondire le indagini attraverso citofluorimetria e di colture cellulari di fibroblasti. In dettaglio i lembi prelevati da cadavere hanno subito un primo controllo di qualità a fresco, poi congelati e conservati in azoto liquido e infine dopo scongelamento hanno subito un controllo di qualità che permette di giudicare l’idoneità al trapianto. Il controllo di vitalità del tessuto dopo crioconservazione è stato affrontato in duplice maniera: da una parte con prove funzionali e dall’altra con prove istomorfologiche.
  • Titolo:

     

    “Ustione caustica dell’occhio: coltivazione in vitro e caratterizzazione di cellule staminali limbari per la generazione di cornee adatte al trapianto”.

    Anno:

     

    2005

    Coordinatori:

     

    Dott.ssa Carlotta Castagnoli, Dott. Massimo Alessio

    Sede:

     

    Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M. Adelaide, Torino e Dipartimento di Ricerche Biologiche e Tecnologiche, Ospedale San Raffaele di Milano.

    Descrizione:

     

    Lo sviluppo di colture cellulari di cellule staminali limbari rappresenta una buona prospettiva per il trattamento di pazienti con perdita totale di cellule staminali del limbus con una lesione totale monoculare, in cui il trapianto eterologo di cornee avrebbe scarse probabilità di successo. Infatti le cellule epiteliali limbari possono essere ottenute da piccole biopsie dell’occhio controlaterale sano e, dopo la generazione in coltura di un epitelio corneale, possono essere trapiantate nel paziente stesso. Questo tipo di trattamento rappresenta un sostanziale miglioramento nella ricostruzione della superficie oculare. Poiché le cellule staminali limbari in coltura sono in grado di proliferare, ci si aspetterebbe di riuscire a ricostituire un epitelio corneale e corneo-limbare analogo a quello ottenuto tramite la coltura di cheratinociti epidermici dove però le cellule dello strato basale sono molto più numerose delle cellule staminali limbari. Questa tecnica è quindi ancora in una fase sperimentale pionieristica infatti risente di alta variabilità di successo per la mancanza di standardizzazione delle condizioni di coltura ideali per le cellule staminali limbari. Sono state analizzate 9 cornee, provenienti da 4 donatori per un totale di 13 biopsie. Le cornee erano state precedentemente scartate per l’utilizzo clinico. Alcuni campioni (n=5) sono stati congelati, tagliati al criostato ad analizzati con l’immunoistochimica. La restante parte di ogni biopsia è stata trattata per allestite le colture. Per quanto riguarda l’analisi del tessuto in immunoistochimica è stato possibile evidenziare la struttura del limbo della cornea marcandola con i diversi anticorpi.


  • Box descrizione Titolo: “Metodologie crioconservative di lembi dermo-epidermici e controllo di qualità”.
    Anno: 1994
    Coordinatore: Dott. Gilberto Magliacani
    Sede: Centro Grandi Ustionati, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M.Adelaide, Torino

    Box descrizione Titolo: “Valutazione della vitalità e della sterilità dopo crioconservazione di lembi dermo-epidermici per una banca della pelle”.
    Anno: 1995
    Coordinatore: Dott. Gilberto Magliacani
    Sede: Centro Grandi Ustionati, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M.Adelaide, Torino

    Box descrizione Titolo: “Studio sui biomateriali utilizzati nell’innesto e nel trapianto di cute nelle ustioni in modelli sperimentali”.
    Anno: 1995
    Coordinatore: Prof. Fiorella Altruda
    Sede: Dipartimento di Genetica, Biologia e Chimica Medica, Università di Torino

    Box descrizione Titolo: “Trapianto di cute alloplastica nel grande ustionato: esperienze cliniche e di laboratorio”.
    Anno: 1998
    Coordinatore: Dott. Maurizio Stella
    Sede: Banca della Cute e Divisione di Chirurgia Plastica e Centro Grandi Ustionati, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M.Adelaide, Torino


  • Box descrizione Titolo: “Valutazione dell’effetto della temperatura sulla migrazione e sulla proliferazione dei cheratinociti in vitro”.
    Anno: 1998
    Coordinatore: Prof. Giuseppe Micali
    Sede: Istituto di Clinica Dermosifilopatica e Chirurgia Plastica, Università di Catania.

    Box descrizione Titolo: “Analisi dei substrati per la coltivazione in vitro di cellule staminali limbari per la generazione di cornee adatte al trapianto autologo”
    Anno: 2006
    Coordinatore: Dott.ssa Carlotta Castagnoli
    Sede: Banca della Cute, Azienda Ospedaliera C.T.O/CRF/M:Adelaide, Torino e Dipartimento di Ricerche Biologiche e Tecnologiche, Ospedale San Raffaele di Milano

L'ustione è un trauma devastante
che accompagna il paziente per tutta la vita

Conoscerla meglio è il primo passo per evitarla o limitarne le drammatiche conseguenze.